Leggendo alcune notizie oggi mi sono resa conto che esiste una situazione paradossale. Il bene per tutti, da un punto di vista economico, sarebbe quello di dare la possibilità a tutti di poter avere quello che ciascuno desidera. Non tutti desiderano le stesse cose, c'è chi vorrebbe avere uno yacht, chi vorrebbe avere gioielli, chi vorrebbe avere auto d'epoca, chi vorrebbe avere auto potenti, qualcun altro vorrebbe un podere in campagna, altri vorrebbero avere una casa editrice con cui pubblicare tutti i libri che preferisce o magari solo i suoi... qualcun altro vorrebbe poter mettere la sua vita al servizio di altri, altri vorrebbero solo pregare...
Penso che per ogni persona esistano desideri diversi.
Il bene comune sarebbe quindi quello di costruire una realtà che permetta ad ogni singolo individuo di poter avere quello che vuole con il solo limite di non intralciare la libertà altrui.
Più leggo di giustizia sociale, sotto il profilo economico, più mi accorgo, invece, che l'attenzione generale non è nel permettere a chi non ha di avere ma piuttosto nel verificare che coloro che hanno abbiano il diritto di avere, guardandoli sempre con un occhio di sospetto come se il fatto che quei pochi hanno quello che desiderano fosse la ragione per cui altri non hanno quello che desiderano.
E' un punto di vista magari poco espresso eppure largamente condiviso.
Credo che questo mondo abbia le risorse necessarie per poter dare a chiunque ciò che più desidera senza alcun limite se non quello della limitazione della libertà altrui.
Quelli che ce l'hanno fatta dovrebbero essere applauditi. Chi è ricco non è necessariamente un ladro. Ma chi l'ha detto?
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Sei veramente imprevedibile,Enrica:dopo un lungo silenzio sforni due post in 48 ore.
RispondiEliminaDetto questo la penso come te:molte persone che non riescono ad avverare i loro desideri finiscono per accontentarsi di vedere naufragare quelli altrui.Mal comune mezzo gaudio,no?:)
Non mi piacciono le cose fatte a comando... scrivo quando ne ho voglia... e leggo quello che mi piace...
RispondiEliminaSì ma dovrebbe essere etichettata come quello che è, ovvero "invidia", non come giustizia sociale...
Io di questo comunismo striciante che ha influenzato e continua ad influenzare la vita civile non ne posso più...
Naturalmente non voleva essere una critica, Enrica,ma un apprezzamento positivo.
RispondiEliminaAnch'io odio l'invidia ma ancora di più l'incapacità di pensare con la propria testa, senza sposare tesi o teoremi elaborati da altri.
Caro Roberto,
RispondiEliminalo so che non era una critica. Ti prego, perdonami, se ti ho dato l'impressione di averla presa come tale. E, comunque, anche le critiche, quando fatte con garbo e costruttive, mi piacciono.
Ci troviamo sulla stessa pagina, come dicono gli americani, anche per quanto riguarda il pensare con la propria testa... la penso proprio come te.
Buona giornata!